IL RESPIRO DEI RICORDI

Paolo Cipolletta Scritto da 

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Alla base dellefunzionalità collettive del sistema nervoso centrale c'è una delle più basilari forme di comportamento: il moto ritmico del l'espansione e della contrazione. L'atto spontaneo della respirazione, a differenza delle altre manifestazioni spontanee del corpo, come ad esempio il battito cardiaco, può essere controllata e modificata dalla volontà dell'individuo.


Negli organismi viventi l'energia biologica si manifesta attraverso gli accennati processi di carico e scarico, di concentrazione e di espansione, ma è grandemente riduttivo costringere l'atto respiratorio alla esclusiva funzione di rifornimento di ossigeno del corpo; gli studi più recenti sono in grado di dimostrare scientificamente che il ruolo della respirazione va oltre l'apporto di ossigeno: questa vitale attività involontaria sarebbe legata anche alla funzione cerebrale generando attività elettrica e conseguentemente migliorando i giudizi emotivi nonché il richiamo dei ricordi; respirando, vengono stimolati i neuroni della corteccia olfattiva, dell'amigdala e dell'ippocampo, che si trovano tutti nel sistema limbico ,ovvero nelle aree cerebrali dove vengono programmati emozioni, ricordi e dolori.

L'amigdala è fortemente legata all'elaborazione delle emozioni, in particolare quelle associate alla paura, dunque le funzioni cognitive associate a quest'area  del cervello sarebbero influenzate dalla respirazione.

Il moto ritmico dell'espansione e della contrazione governa e armonizza coerentemente struttura, metabolismo e psicologia dell'individuo.

A livello strutturale, nella oscillazione tra atto respiratorio e contrazione muscolare e scheletrica.

A livello metabolico ,nella oscillazione tra anabolismo e catabolismo.

A livello psicologico ,con l'oscillazione tra la condizione emotiva della depressione e dell'eccitazione. 

Dunque la respirazione è strettamente coinvolta con l'omeostasi, ovvero con la capacità di regolare le condizioni biologiche e psicologiche dell'organismo tale che esso possa rispondere appropriatamente alla conservazione di se stesso.

Allorquando si cronicizza uno stato organico di concentrazione delle emozioni, si altera il dinamismo fisiologico di carico e scarico; nella misura in cui tale stato incide sull'atto respiratorio si verificano dei veri e propri "blocchi".

Secondo la bioenergetica, l'energia bloccata nel corpo determina una vasta gamma di possibili alterazioni psicosomatiche; il blocco somatico è un sintomo, espressione di una emozione trattenuta che impedisce la naturale circolazione energetica favorendo l'insorgere di stati di nervosismo, ansia e tensione sino ad arrivare alla comparsa di crampi, spasmi e contrazioni. 

La correlazione tra questa tensione muscolare e il blocco emozionale è equiparabile alla correlazione tra la reazione emotiva inibita e l'insufficienza respiratoria.

Una attività respiratoria carente sia per fluidità che per ampiezza, altera il flusso delle emozioni e, come in un circolo vizioso, l'alterazione del flusso delle sensazioni altera l'atto respiratorio; quando reprimiamo qualche moto emotivo blocchiamo inconsciamente anche quel respiro a cui i contenuti psichici sono connessi, pensiamo, a titolo esemplificativo ,al respiro concitato di una persona spaventata o a quello corto e nervoso di chi si trova in situazioni di forte disagio.

La costrizione del respiro segnala sempre un conflitto del sentire e dunque lo scioglimento del "blocco"respiratorio farà emergere la carica emozionale che lo struttura.

Possiamo dedurne con un certo grado di tranquilla sicurezza che l'inibizione della respirazione è la radice somatica degli stati emozionali negativi quali angoscia e depressione. 

Come è vero che le esperienze associate alle emozioni influiscono sul respiro, è altrettanto vero che la regolazione positiva di quest'ultimo può essere un efficace strumento terapeutico: imparando ad ottimizzare la respirazione ci si può rendere consapevoli del proprio stato di tensione e attraverso specifiche tecniche di rilascio emozionale che si servono di precisi tipi di metodi respiratori, far emergere quel vissuto del sentire rimasto inespresso, sovente in età infantile, e che condiziona i comportamenti nel presente.(la cosiddetta REGRESSIONE).

 

Nel lavaggio emozionale, divenuto parte integrante del Protocollo Heart,  si utilizza la tecnica del respiro circolare ad esempio. Con questo termine si intende un respiro continuo e sostenuto effettuato attraverso la bocca senza interruzione tra inspirazione ed espirazione. Questa tecnica è in grado di attivare ricordi legati alle emozioni profonde e trattenute smuovendo i "blocchi" cristallizzatisi dentro di noi e riportandoli ad un livello di coscienza consapevole. La circolazione dell’energia corporea attivata dalla tecnica del respiro rivitalizza l'organismo consentendogli di ripristinare un equilibrio inficiato e permettendo alle emozioni positive di farsi spazio.

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