LA MEDITAZIONE: ESPANDERE LA COSCIENZA

Paolo Cipolletta Scritto da 

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Meditare deriva dal verbo mederi che significa "misurare, pensare"; la sua radice la accomuna alle parole medicare e medicina e ci induce a riflettere in primis su quale sia lo scopo di questa pratica così antica. 

Esistono innumerevoli forme di meditazione infatti, ogni filosofia ne parla, moltissimi la praticano e dunque individuare quale ne sia il fine risulta fondamentale per il raggiungimento dei risultati cui è sottesa tale pratica spirituale.

Il medico inglese D. Baker, studioso di esoterismo, ha individuato un triplice scopo della attività meditativa:  

  1. Produrre il perfetto allineamento tra il corpo fisico, le emozioni e la mente.
  2. Entrare in contatto con il sè ovvero con la coscienza che trascende la personalità.
  3. Esprimere nel quotidiano le energie e le immagini registrate interiormente.

 

Qualora la meditazione riesca a realizzare l'interazione CONSAPEVOLE tra mente, corpo e anima i cambiamenti primi che si producono sono quelli psicofisici: diminuiscono gli stati di ansia, la tensione nervosa si allenta, si attenua il senso di angoscia. 

Gli studi condotti sulla pratica meditativa attestano senza ombra di dubbio che essa induce ad un miglioramento dell'attività funzionale dell'organismo umano: ha effetti positivi sulla vista, sull'udito e  in generale sulle capacità intellettive.

Se è vera la commistione indissolubile tra mente e corpo è altrettanto vero allora che per il riallineamento psicofisico la meditazione gioca un ruolo primario, esprimendosi essenzialmente in una presa di coscienza di sè, in una introspezione profonda che sostiene il dialogo con la parte più intima del nostro sentire, del nostro essere. In tale senso la "guarigione" del corpo è intesa come ESPANSIONE DELLA COSCIENZA, come ristabilimento della comunicazione con se stessi; è questa la COMUNICAZIONE RECETTIVA nell'accezione di strumento atto ad espandere lo stato di percezione intima arrivando a modificare ed ampliare la propria realtà soggettiva. 

I modi in cui si attua tale funzione sono molteplici: la VISUALIZZAZIONE o la FOCALIZZAZIONE su un oggetto sono quelli privilegiati al fine di raggiungere la capacità mentale di rimanere fissa su un non-contenuto, il vuoto mentale di cui parlano le discipline orientali.

Concentrarsi vuol dire portare tutte le nostre sensazioni in un unica direzione e mantenerle in quel punto per un certo lasso di tempo. Pensiamo a quando siamo spaventati da un rumore improvviso: la mente riporta repentinamente tutti i nostri pensieri e le nostre sensazioni a quello specifico fatto, si CONCENTRA su quello che sta accadendo, fino al punto da escludere tutto ciò che avviene intorno a noi e che non è ad esso legato. 

Solo l'utilizzo di una pratica costante, e motivata darà i frutti sperati. La meditazione è una pratica spirituale che richiede abnegazione e profondo convincimento.

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